Lettura equanime di un anno in loden

Il clima pre elettorale spinge a esprimere giudizi estremi sull’esperienza in via di conclusione del governo tecnico di Mario Monti. Anche i dati economici si prestano a letture contrastanti, che contrappongono chi sottolinea il peggioramento della situazione dell’ultimo anno a chi sostiene che senza le misure e la credibilità internazionale di Monti le cose sarebbero andate ancora peggio. Leggi De Bortoli e Mauro (primo degli ultimi) si danno pena per Monti
6 AGO 20
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Il clima pre elettorale spinge a esprimere giudizi estremi sull’esperienza in via di conclusione del governo tecnico di Mario Monti. Anche i dati economici si prestano a letture contrastanti, che contrappongono chi sottolinea il peggioramento della situazione dell’ultimo anno a chi sostiene che senza le misure e la credibilità internazionale di Monti le cose sarebbero andate ancora peggio.Anche i dati economici si prestano a letture contrastanti, che contrappongono chi sottolinea il peggioramento della situazione dell’ultimo anno a chi sostiene che senza le misure e la credibilità internazionale di Monti le cose sarebbero andate ancora peggio. In effetti Monti ha cercato di onorare gli impegni di rigore assunti dal precedente governo, che però non disponeva di una maggioranza sufficientemente solida per adottare misure impopolari. E’ un fatto che la maggior parte degli interventi si è concentrata in riduzioni delle prestazioni previdenziali e aumenti di imposizione fiscale, mentre sul terreno delle dismissioni e dei tagli di spesa si è fatto molto poco. Era oggettivamente difficile affrontare temi complessi e interessi consolidati in un tempo breve.
Oltre a un compito economico, Monti ne ha svolto uno politico: ha reso possibile una fase di tregua che i partiti avrebbero dovuto utilizzare per riorganizzarsi e per far calare il tasso di litigiosità, realizzando qualche intesa su riforme istituzionali. Le intese, però, si sono arenate in un labirinto inestricabile di interessi contrapposti. A sinistra la tregua è stata utilizzata per riorganizzare un’offerta politica e consolidarla con le primarie; centro e centrodestra, invece, si sono ingolfati in polemiche e recriminazioni prevalentemente retrospettive. Questo ha creato un’asimmetria di cui Monti, che tutto sommato ha mantenuto un atteggiamento equidistante, non è responsabile, ma che è una delle cause della crisi annunciata del suo governo.